Al via… la missione in Etiopia

Kapuscinski, sicuramente, di viaggio, del suo perché, del suo verso cosa, partendo da dove… ne ha costruito una vita intera. Kapuscinski: uno dei più bravi e conosciuti reporter di guerra, definito, tra le altre cose “vagabondo della storia”. Forse non esiste altro autore cui rivolgersi per spiegare la necessità, i motivi che disegnano un viaggio.
Stiamo per partire per l’Etiopia, per Addis Abeba, il 27 luglio e ad accompagnarci ci saranno amici dalla Sicilia e amici da Milano e Como. Giovani universitari che, con entusiasmo, ci accompagnano per vedere da vicino progetti e modalità operative, in loco.
Si viaggia per curiosità o anche per sfida.
I nostri giovani partono per incontrare bambini, genitori, operatori, psicologi. Per conoscere. Per avere esperienza di altra cultura, società, realtà.
Questi ragazzi, con diverse motivazioni e slanci arricchiranno noi e se stessi, nell’incontro con l’altro, poiché, come il pensiero filosofico di E. Lévinas, ci insegna: la nostra attenzione deve rivolgersi “sull’altro in quanto individuo e personalità, in quanto persona irripetibile che dobbiamo non solo vedere, ma anche inserire nella nostra esperienza, assumendocene la responsabilità.
L’Altro è il principio di ogni esperienza, è grazie all’Altro che Io posso cominciare ad esistere, a parlare”. Dunque conoscere è anche responsabilità. O, soprattutto, è responsabilità. E Kapuscinski ce lo ricorda: “Dobbiamo essere responsabili della strada che percorriamo. Spesso sappiamo perfettamente che la percorreremo quell’unica volta, che non ci torneremo mai più, quindi che non abbiamo il diritto di trascurarne o perderne il minimo dettaglio. Dettagli di cui renderemo conto, su cui scriveremo relazioni o racconti e che riepilogheremo nel nostro esame di coscienza. Per questo viaggiamo concentrati e con l’orecchio sempre in ascolto. La strada che si percorre è importante, poiché ogni passo ci avvicina all’incontro con l’altro. È per questo che ci siamo messi in viaggio”.
Dunque perché intraprendere un viaggio, con Il Sole Onlus, ad Addis Abeba? Per arricchirci di conoscenza, per essere responsabili, di sé e dell’Altro, per diventare portavoce di un Mondo, di un’esperienza. Per apprendere e “divenire”, e soprattutto, per chi non parte.

Francesca Pozzi (operatrice Il Sole Onlus)

Partono con noi (tra gli altri):

Chiara Ottoboni manca poco alla partenza e sempre più spesso mi capita durante la giornata di trovarmi con il pensiero molto lontano da Milano, in un altro continente… nel cuore dell’Etiopia. Le immagini che mi passano davanti agli occhi sono confuse, opache, sono un mix tra le fotografie di chi è stato lo scorso anno ad Addis Abeba con Il Sole Onlus e le fotografie che mi sono creata nella mente, grazie ai racconti di Francesca e Vittorio. Nonostante abbia letto e mi sia informata su questo Paese, sono sicura che l’atterraggio sarà un tuffo in una realtà inaspettata.
Frequentemente mi viene fatta la stessa domanda, da amici, parenti, ma anche dallo stesso staff dell’Associazione: perché questo viaggio? Sono ormai due anni circa che conosco l’enorme famiglia Il Sole Onlus e lentamente ho iniziato a scoprire i progetti e le varie iniziative portate avanti da persone volonterose e piene di vitalità, quella vitalità che ti contagia a cui è impossibile resistere… inevitabile allora è nata quella voglia di scoprire sempre di più, di voler partecipare, di mettere la mia goccia in questo immenso oceano. Una dopo l’altra sono arrivate le varie iniziative di raccolta fondi, di sensibilizzazione e… il sostegno a distanza di Robel. Cosi il desiderio di andare a vedere con i miei occhi, scoprire in modo pratico come funzionano i progetti, conoscere i bambini e i ragazzi supportati grazie al sostegno a distanza, il personale locale è diventato sempre più forte e quando Vittorio mi ha proposto questo viaggio… ho accettato senza esitazione!
Inoltre, dato che sto studiando “scienze sociali per la globalizzazione” alla facoltà di scienze politiche questo viaggio sarà un’esperienza importante, sarò completamente immersa nel mondo della cooperazione internazionale, per cominciare ad avere un’idea riguardo a questo settore, nel quale mi piacerebbe lavorare terminati gli studi.
Le aspettative che si sono create durante questi mesi di preparazione sono elevate: se prima ero eccitata e curiosa di scoprire cosa mi avrebbe riservato l’Etiopia, dopo aver conosciuto ragazze e ragazzi con cui condividerò questa esperienza, a tutto ciò si aggiunge la grande voglia di approfondire questo rapporto, di condividere, di aprirsi e insieme arricchirsi.
Non vedo l’ora di salire sull’aereo…

Eleonora Alestra studentessa al V anno di Medicina e Chrurgia a Siena. Già dall’anno scorso, in seguito ad un periodo di complessi cambiamenti, avevo deciso di partire per fare del volontariato in Africa ma non è stato possibile.
Quest’anno, grazie ad alcuni amici, ho avuto la fortuna di “conoscere” meglio l’Associazione Il Sole Onlus ed ho colto l’occasione per realizzare uno dei miei sogni. Credo che il Progetto “Fiori che rinascono” sia un modo per conoscere quelle realtà che in minima parte ho imparato ad analizzare nella mia città natale, Trapani, e che per noi figli dell’ultima generazione siano impossibili da comprendere perché fuori dall’ordinaria immaginazione. A proposito, proprio qualche giorno fa ho seguito delle lezioni di medicina legale in cui si è parlato anche dei diritti delle donne e dei bambini africani, oltre che delle mutilazioni genitali femminili e delle loro orribili conseguenze.
Ciò che mi aspetto da questo viaggio è di poter essere utile dove necessario insieme a tutti gli altri, nonostante la mia inesperienza, e che tutto ciò che vedrò e affronterò arricchirà la mia anima e mi farà crescere dentro. Vorrei che questa fosse per me un’esperienza da cui poter trarre ogni piccolo insegnamento. L’Africa è un continente pieno di colori, spero di far tesoro di alcune sue sfaccettature.

Nicoletta Vaiarello ho 20 anni sono nata e cresciuta a Marsala, in Sicilia, ma al momento vivo per motivi di studio a Verona. Ho appena terminato il primo anno in scienze della Comunicazione grafica e multimediale.
La decisione di partire con l’Associazione Il Sole Onlus nasce da una scelta e da un desiderio ponderato e maturato per anni, 12 per essere precisi. L’incontro con Il Sole Onlus è stato quasi casuale, Salvatore Inguì mi ha fatto conoscere l’Associazione, e direi provvidenziale, quando si dice essere al posto giusto al momento giusto.
Le aspettative dietro questo viaggio sono tante e tra le più diverse, in realtà.
Innanzitutto il desiderio di confronto con una realtà così diversa, che a volte appare lontanissima e altre volte mi è così vicina. In secondo luogo mi aspetto una crescita personale e una conseguente sensibilizzazione riguardo determinate tematiche umane e sociali.
Ed infine c’è forse il voler mettere in gioco me stessa, cercando di capire dove sono e dove posso arrivare, dove sono i miei limiti e quanto posso realmente “sporcarmi le mani” in questo mondo.

Link

Il progetto “Fiori che rinascono” – http://www.ilsole.org/progetti/fiori-che-rinascono-etiopia/

Qualche informazione su Addis Abeba, capitale dell’Etiopia da Wikipedia – http://it.wikipedia.org/wiki/Addis_Abeba

Qualche informazione su Ryszard Kapuscinski da Wikipedia – http://it.wikipedia.org/wiki/Ryszard_Kapu%C5%9Bci%C5%84ski

 

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