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La seconda vita di Jonson

Jonson è un ragazzo etiope di 19 anni che solo a 11 ha scoperto di essere sieropositivo. Una vita fatta di assenze da scuola, il dolore di una malattia, il rifiuto dei farmaci. Finché un giorno, grazie al sostegno a distanza avviato con la nostra onlus, Heather gli ha cambiato la vita, regalandogliene una nuova. Più felice, più serena, più ricca di speranza. Ecco la sua storia. 

Jonson è un ragazzo etiope di 19 anni. Jonson ha l’HIV. Ha contratto il virus probabilmente dalla madre, alla nascita, ma l’ha scoperto solo all’età di 11 anni, poco dopo essere entrato nel programma dei sostegni a distanza in seguito ai check up medici annuali. La madre non ha mai voluto sottoporsi al test dell’HIV e si è rifiutata di lasciar prendere al figlio i farmaci antiretrovirali che vengono distribuiti gratuitamente dagli ospedali. Disse che era una donna religiosa e che preferiva lasciare queste cose nelle mani di Dio. Probabilmente voleva tenere nascoste le condizioni del figlio per paura del giudizio e dello stigma della gente, forse solo per ignoranza.

Le condizioni di Jonson sono gradualmente peggiorate e all’età di 15 anni ha iniziato a mostrare i primi sintomi dell’AIDS. A quel punto è iniziato per il ragazzino un calvario, fuori e dentro dagli ospedali, sempre più debole, sempre più ammalato. La madre alla fine decise di dare al figlio i farmaci antiretrovirali, ma purtroppo le sue condizioni di salute erano ormai compromesse.

Jonson ha ripetuto per quattro volte la X classe, perché a causa della malattia era spesso assente dalle lezioni o non riusciva a sostenere gli esami finali. I nostri operatori in loco hanno sempre tenuto monitorata la situazione del ragazzino e spesso anche noi, durante le missioni in Etiopia, andavamo a trovarlo. Alla fine dello scorso anno le sue condizioni sono drasticamente peggiorate, Jonson era talmente debole che non riusciva nemmeno ad alzarsi dal letto. Carlotta, un’assistente sociale e nostra volontaria, andò a trovarlo a novembre e ci riferì che il ragazzo appariva sofferente e molto consumato dalla malattia. Era depresso, molto angosciato e tra le lacrime confidò a Carlotta che aveva paura di morire e di lasciare sua madre e i suoi fratelli. La madre raccontò che le cure sembravano non avere nessun effetto e che i medici le avevano consigliato di dare al figlio del cibo più nutriente, ma non aveva abbastanza denaro per comprare tutte le settimane carne, latte e formaggio. Così Heather, la sostenitrice di Jonson, ha iniziato ad inviare dei soldi extra al ragazzo perché potesse migliorare la sua alimentazione, nella speranza che questo potesse influire anche sulle sue condizioni di salute… e così è stato!

Ora Jonson sta molto meglio: ha ripreso peso, è tornato a scuola e finalmente è riuscito a superare gli esami della X classe con ottimi voti, conseguendo il diploma. Attualmente si è iscritto ad un corso professionale per diventare insegnante.

E’ questo che, con il vostro aiuto, Il Sole Onlus cerca di fare: migliorare le condizioni di questi bambini e cercare di portare un po’ di speranza nelle loro vite, perché anche un piccolo aiuto per loro può fare la differenza! Un grazie di cuore a Heather, sostenitrice di Jonson, che in questi 10 anni è sempre stata vicina al ragazzo, non solo versando puntualmente il suo contributo economico, ma scrivendogli lettere, raccontandogli la sua vita, mostrandogli le foto dei posti in cui vive e facendogli coraggio.

È vero, Jonson ha l’AIDS ed è una malattia per la quale, ancora oggi, non si è trovata una cura, ma per il momento sta bene ed è tornato a fare quello che negli ultimi anni gli è stato negato: vivere!

La vita di Jonson è cambiata grazie al sostegno a distanza, scopri in cosa consiste e come è possibile aiutare tanti altri ragazzi come lui.