(+39) 02 96193238info@ilsole.org
Blog, news e racconti

Vite sospese in Etiopia

Un breve resoconto della situazione precaria in questo paese, ad un anno dalla fragile tregua nel Tigray.

Un breve resoconto dell'attuale situazione precaria in questo paese.

Il 2 novembre dello scorso anno il primo ministro etiope Abiy Ahmed e la leadership politica e militare del Tigray People’s Liberation Front (TPLF) hanno raggiunto un accordo per fermare le ostilità che da due anni affliggevano lo stato del Tigray, nel nord Etiopia.

Nonostante l’opposizione di alcuni membri del TPLF, il drammatico aggravarsi delle condizioni di vita della popolazione tigrina ha spinto i ribelli all’avvio di contatti informali per una tregua. Oltre cinque milioni di tigrini infatti versavano in condizioni umanitarie terribili a causa del conflitto, ma anche in seguito alle carestie e alla siccità che affliggono da ormai diversi anni il corno d’Africa.

Il premier Abiy Ahmed ha da subito accolto con favore l’apertura di un canale di mediazione, consapevole del fatto che la situazione di conflitto non era più sostenibile per l’Etiopia, che si trovava ad affrontare non solo la perdita di decine di migliaia di soldati e le crescenti critiche provenienti dall’Occidente, ma anche una situazione economica sempre più precaria, aggravata dalla scelta dell’Unione europea di congelare i pacchetti di aiuti allo sviluppo.

Le conseguenze della guerra sull’economia del Paese e sulla popolazione.

Impossibile stimare un conto economico della guerra che per due anni ha insanguinato il nord del paese riportando l’Etiopia indietro di venti anni. I saccheggi, le distruzioni di infrastrutture, di aree industriali e campi agricoli, lo sfollamento interno della popolazione, i raccolti mancati a causa dei combattimenti sono tutte cause che hanno fatto frenare una delle economie più importanti del continente e che, sommati agli altri problemi quali la siccità degli ultimi anni e la guerra in Ucraina, hanno generato un drammatico aumento di costi delle materie prime. L’Etiopia è stata quindi catapultata in una spirale che ha portato ad una crescita vertiginosa dell’inflazione che ha raggiunto, in alcuni mesi dell’ultimo anno, addirittura il 37%.

I costi dei generi alimentari di prima necessità come farina, pasta e latte sono arrivati ad uguagliare i prezzi europei, così come anche i prezzi del materiale scolastico come libri e quaderni.

La vita nelle baraccopoli diventa sempre più dura.

Zerihun, vedovo e padre di due bambini beneficiari dei nostri sostegni a distanza (Mahelet di 12 anni e Yeabsira di 6 anni) lavora al Merkato di Addis Abeba come facchino. Non ha mezzi di trasporto propri e ogni giorno parte di casa alle 5 della mattina per poter essere presente alle 6, quando arriva la merce da scaricare, e rientra dalla famiglia nel primo pomeriggio. Zerihun guadagna 5 birr (circa 8 centesimi di euro) per ogni cassa che scarica dai furgoni e trasporta alle bancarelle. Il guadagno di una giornata di lavoro si aggira intorno ai 4-5 euro e se si ammala, nessun guadagno.

“Cibo, affitto, benzina, vestiario, materiale scolastico, tutto è aumentato a parte i salari e i compensi. La vita per la povera gente come noi è sempre più difficile. Dal prossimo mese il padrone di casa ci ha aumentato l’affitto e non so come potrò pagarlo”.

Zerihun

Oggi l’Etiopia si trova ad affrontare di nuovo la sfida dell’insicurezza alimentare e della fame, fattori sui quali aveva fatto nell’ultimo ventennio passi da gigante. Per affrontare questa prova il paese dovrà risolvere innanzitutto danni causati dalla guerra con il Tigray e ristabilire la sicurezza interna nelle tante aree oggi soggette a instabilità. Ma nel frattempo, come sempre, a pagare il prezzo più caro sono le fasce più deboli e emarginate della società.

Alessia Bellini Responsabile sostegni a distanza

Il Sole Onlus realizza programmi di cooperazione allo sviluppo in 2 Paesi del Sud del mondo e in Italia anche grazie a una rete di partner locali selezionati sulla base della loro capacità di intervento e affidabilità.

alessia.bellini@ilsole.org